NORMATIVA
Dogana USA, dal 18 settembre CBP blocca i numeri IOR sbagliati
Da domani, 18 settembre 2026, la dogana statunitense annulla senza preavviso i numeri di Importer of Record con dati inesatti sul modulo CBP 5106, bloccando l'ingresso della merce in ogni porto USA. Cosa devono controllare le PMI italiane che spediscono in DDP o vendono a clienti americani.
Redazione Export Insider · 17 settembre 2026
Dal 18 settembre 2026 la dogana statunitense (CBP) può annullare il numero di Importer of Record (IOR) se i dati del modulo CBP 5106 risultano inesatti o incompleti. Il blocco scatta subito e vale in ogni porto d’ingresso americano, senza preavviso.
Perché ti riguarda: un modulo 5106 con indirizzo, telefono o email non aggiornati può fermare la merce in un porto USA dal giorno dopo la pubblicazione di questo articolo. Riguarda sia le PMI che spediscono in resa DDP con un proprio numero di importatore non residente, sia quelle che vendono franco fabbrica o FOB lasciando l’importazione al cliente americano: in quest’ultimo caso conviene comunque chiedere al cliente o al broker se il numero IOR usato per le tue spedizioni è aggiornato, perché un numero annullato ferma pure le spedizioni già in transito.
Cosa cambia dal 18 settembre?
La base normativa è l’Executive Order 14411, “Strengthening Customs Enforcement”, firmato il 3 giugno 2026: incarica il Department of Homeland Security di rafforzare i controlli doganali e verificare che gli importatori attivi rispettino gli obblighi di disclosure. CBP ha tradotto l’ordine in una procedura operativa pubblicata come avviso in Federal Register il 19 agosto 2026: da domani, se l’agenzia rileva dati inesatti o incompleti sul modulo 5106, il numero IOR collegato viene annullato immediatamente. Un numero annullato non vale per nessuno scopo doganale, entrata delle merci compresa, e blocca la presentazione delle dichiarazioni doganali in ogni porto americano contemporaneamente. Non esiste un reintegro automatico: l’importatore deve fornire a CBP prove dell’identità ritenute sufficienti prima che il numero torni valido, e nel frattempo tutte le spedizioni registrate su quel numero restano ferme.
Chi deve controllare cosa nel modulo 5106?
Il modulo 5106 è il documento con cui CBP registra l’identità di un importatore: ragione sociale, codice fiscale USA, indirizzo fisico e recapiti. Due voci sono le più a rischio di errore per un’azienda italiana che opera come importatore non residente. L’indirizzo fisico deve essere la sede reale dell’attività: l’indirizzo di un agente, di uno spedizioniere doganale, di un freight forwarder o una casella postale non è più accettato. Email e telefono devono appartenere all’importatore stesso: i recapiti del broker o dello spedizioniere in quei campi non passano più il controllo. Chi certifica dati falsi o incompleti sul modulo rischia inoltre sanzioni penali ai sensi del 18 U.S.C. § 1001, la norma federale sulle dichiarazioni false.
Scadenza: l’enforcement parte il 18 settembre 2026, applicato sia agli importatori nuovi sia a quelli già registrati. CBP invia la notifica scritta all’ultimo indirizzo email comunicato: se quell’email non è più attiva o non è quella giusta, l’azienda può scoprire il blocco solo quando la merce resta ferma in porto.
I numeri:
- Executive Order 14411, firmato il 3 giugno 2026
- Avviso operativo pubblicato in Federal Register il 19 agosto 2026 (documento 2026-16911)
- Sanzione penale di riferimento per dichiarazioni false: 18 U.S.C. § 1001
- Nessun percorso di reintegro automatico: la merce resta bloccata fino alla riconvalida del numero
Cosa fare prima che scatti il controllo?
Tre verifiche non richiedono l’intervento di un legale e si possono fare subito. Primo: chi ha un proprio numero di importatore non residente (tipico di chi spedisce in DDP o ha aperto un magazzino/filiale USA) controlla che l’indirizzo sul 5106 sia la sede operativa reale, non quella del broker. Secondo: verifica che l’email e il telefono nel modulo siano quelli dell’azienda, non quelli dello spedizioniere che ha gestito la pratica anni fa. Terzo: chi vende FOB o EXW e lascia l’importazione al cliente americano scrive comunque al cliente o al suo broker per farsi confermare che il numero IOR usato per gli ordini italiani è in regola: un blocco lato cliente ferma la merce allo stesso modo, anche se la responsabilità formale del modulo non è dell’esportatore italiano.
Vai più a fondo
Fonte primaria: l’avviso ufficiale CBP, “Accuracy of Importer of Record Data Submitted to CBP”, Federal Register, 19 agosto 2026, che descrive la procedura e la data di entrata in vigore del 18 settembre 2026. Il testo dell’avviso non è stato scaricabile direttamente in questa sessione per un blocco di rete lato agente: i dettagli operativi (voiding immediato, requisiti su indirizzo/email/telefono, riferimento sanzionatorio 18 U.S.C. § 1001) sono stati incrociati su più fonti professionali indipendenti concordanti, tra cui gli studi legali doganali Clark Hill e Diaz Trade Law e gli operatori doganali Livingston International e C.H. Robinson.
- Dazi USA 2026: cosa cambia per la tua PMI, voce doganale per voce · stessa area normativa, la classificazione doganale che incrocia i controlli sull’IOR
- Codice TARIC: cos’è, come si legge e come trovarlo nella banca dati ADM · la stessa pratica di verifica preventiva applicata alla classificazione merci
- Incoterms 2020 al primo contratto estero: quale clausola scegliere · chi decide la resa contrattuale decide anche chi rischia di essere l’Importer of Record
Tempo di lettura: 4 minuti