DATI
Quante PMI esportano davvero? I numeri provincia per provincia
ISTAT pubblica il valore dell'export provinciale, ma non dice quante aziende lo generano. Incrociando i dati ufficiali con il database camerale emerge la quota reale di imprese esportatrici, e un modo concreto per capire se la tua provincia è sopra o sotto la media.
Redazione · 19 marzo 2026
Gli operatori economici che hanno venduto beni all’estero nel 2024 sono 133.437. Il dato viene dalla nota stampa dell’Annuario ISTAT-ICE 2025, pubblicata il 16 luglio 2025. Ed è il numero da cui partire per capire una cosa che il valore dell’export provinciale non racconta: quante aziende, nella tua provincia e nel tuo settore, esportano davvero.
Quante imprese esportano in Italia?
I numeri ufficiali sono due, e vanno letti insieme. Il primo: 133.437 operatori hanno effettuato vendite di beni all’estero nel 2024, in calo rispetto ai 137.911 del 2023. Il secondo, più selettivo: le imprese esportatrici attive censite dal registro statistico ISTAT erano 120.170 nel 2023. Entrambi i dati sono nella nota stampa ISTAT-ICE.
Dentro quel totale, la parola “esportatore” copre realtà molto diverse. Sempre secondo la nota stampa ISTAT-ICE, 71.357 operatori hanno un fatturato all’export sotto i 75mila euro: più della metà della platea, con un contributo al valore complessivo dello 0,2%. All’altro estremo, 5.753 operatori sopra i 15 milioni di euro di vendite estere generano da soli il 75,3% dell’export nazionale.
Tradotto: esportare un bancale una volta l’anno e avere un mercato estero strutturato finiscono nella stessa statistica. Quando una provincia rivendica un export in crescita, la domanda giusta è quante imprese lo stanno generando, e di che taglia sono.
Perché il valore provinciale non basta
Il databrowser ISTAT del commercio estero, che da settembre 2025 ha sostituito il vecchio Coeweb, permette di scaricare il valore dell’export per provincia, settore e paese di destinazione. È una miniera, ma risponde a una sola domanda: quanto esporta un territorio. Non a quante aziende lo fanno.
La distribuzione territoriale, intanto, è tutt’altro che uniforme. Nel 2024 l’87,2% dell’export nazionale è partito dal Centro-nord, con la Lombardia al 26,3% del totale, secondo la nota ISTAT-ICE. La stessa fonte conta in Lombardia quasi 50mila operatori all’export, oltre 22.500 in Veneto, quasi 18mila in Emilia-Romagna. Ma il dato regionale appiattisce tutto: dentro la stessa regione convivono province con densità di esportatori molto diverse, e il livello provinciale sul numero di imprese non è in prima pagina da nessuna parte.
C’è poi l’effetto distorsivo dei grandi player. Nel 2024, secondo la nota stampa ISTAT-ICE, i primi 1.000 operatori hanno realizzato il 53,2% dell’export complessivo, i primi 100 il 26,7%, i primi 20 da soli il 13,3%. Basta uno stabilimento farmaceutico o un polo della cantieristica per gonfiare il valore export di una provincia intera, senza che questo dica nulla sulle centinaia di PMI intorno. Il caso di scuola è nel comunicato ISTAT sulle esportazioni regionali dell’11 marzo 2026: nel 2025 la Toscana cresce del 21,3%, ma il traino arriva in larga parte dal comparto farmaceutico, che a livello nazionale ha contribuito da solo per 2,6 punti alla crescita del 3,3% dell’export italiano.
Come si calcola la quota reale di esportatrici
Qui entra il secondo pezzo del puzzle: il registro camerale. Il database di Edizioni B2B copre le società di capitali B2B italiane con codice ATECO, provincia e classe dimensionale. Incrociarlo con i dati ISTAT permette di costruire un rapporto che nessuna delle due fonti offre da sola: quante imprese di un settore, in una provincia, risultano esportatrici rispetto al totale delle attive.
Il metodo è semplice da descrivere e laborioso da eseguire. Si parte dal numero di imprese attive per ATECO e provincia nel camerale. Si affianca il numero di operatori all’export che ISTAT attribuisce a quel settore: per dare un ordine di grandezza, il comparto con più operatori nel 2024 è quello dei macchinari e apparecchi, con 38.553 presenze all’export secondo la nota ISTAT-ICE. Il rapporto tra i due numeri restituisce la propensione export del settore. Applicato provincia per provincia, dice se il tuo territorio è sopra o sotto la media del tuo codice ATECO.
La data page con l’incrocio completo per provincia e settore è in preparazione su queste pagine. Intanto il calcolo per la propria situazione si può fare in autonomia: valore export provinciale dal databrowser, imprese attive del proprio ATECO dal registro camerale della propria camera di commercio, e un confronto onesto tra i due.
Perché ti riguarda
In pratica: se guidi una PMI manifatturiera, il benchmark ti dice tre cose.
- Se nel tuo settore la maggioranza delle imprese della tua taglia esporta e tu no, il problema non è il mercato: è la tua azienda che sta lasciando un canale sul tavolo.
- Se la tua provincia mostra un export in forte crescita ma pochi operatori, quel valore è probabilmente concentrato in pochi grandi player. La crescita del territorio non è automaticamente la tua.
- Se esporti verso un solo mercato sei in compagnia numerosa: il 45,5% degli operatori italiani vende all’estero in un unico paese, e solo il 18% opera su più di dieci mercati, sempre secondo l’Annuario ISTAT-ICE. La diversificazione è la vera linea di demarcazione tra chi esporta per caso e chi ha un mercato estero.
Il contesto rende il tema meno accademico. Le tensioni tariffarie con gli Stati Uniti, che abbiamo analizzato voce doganale per voce nell’approfondimento sui dazi USA per le PMI, premiano chi ha più mercati di sbocco. E chi inizia a spedire extra-UE deve comunque passare dagli adempimenti del sistema AES delle dogane: meglio arrivarci con una strategia che con un ordine improvviso da gestire.
I numeri (nota stampa ISTAT-ICE): 133.437 operatori all’export nel 2024, 120.170 imprese esportatrici attive nel 2023, 75,3% del valore generato da 5.753 aziende. La platea di chi esporta davvero, con continuità e volumi, è molto più stretta di quanto i valori provinciali lascino intendere. Sapere da che parte della statistica sta la propria azienda è il primo passo di qualsiasi piano export.