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CBAM e dogane: gli adempimenti che stanno cambiando l'import-export delle PMI

Il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere è entrato nella fase che tocca le imprese: chi importa acciaio, alluminio, cemento e altri materiali deve organizzarsi ora.

Redazione · 23 luglio 2026

Il CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, è passato dalla fase sperimentale a quella che incide sui costi e sugli adempimenti reali. Per le aziende italiane che importano acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno o energia elettrica da paesi extra-UE, il tema non è più rinviabile.

Cosa cambia in pratica

Il principio è semplice: le emissioni incorporate nei prodotti importati vengono progressivamente messe a prezzo, per allineare il costo del carbonio tra produzione europea ed extraeuropea. La pratica è meno semplice: servono dati di emissione dai fornitori esteri, dichiarazioni periodiche, e una figura aziendale che presidi il processo.

I nodi per le PMI importatrici

L’angolo dello spedizioniere

Per doganalisti e spedizionieri il CBAM è un’estensione naturale del servizio: chi si attrezza per assistere i clienti sulla raccolta dati e sulle dichiarazioni sta trasformando un obbligo in un’offerta.

Su questa testata seguiremo scadenze, chiarimenti e impatti del meccanismo sulle filiere italiane, insieme agli altri dossier doganali che toccano l’import-export delle PMI.

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